Sale anche ad aprile l'inflazione +1,2% mensile e +2,8% su base annua (era 1,7% a marzo), pesano i prezzi dei beni energetici e degli alimentari
Secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, nel mese di aprile 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, evidenzia un aumento dell'1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua (era l'1% a gennaio, l'1,5% a febbraio e l'1,7% a marzo).
La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,9%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,7%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +6,0%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,5%).
La variazione congiunturale dell’indice generale risente prevalentemente dell’aumento dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+5,7%), degli Alimentari non lavorati (+2,1%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%).
Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona sale a +2,5% (da +2,2%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,1% a +4,3%).
Nel mese di aprile l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +2,0%).
Il tasso di inflazione acquisito ad aprile è pari a +2,4%.
Le stime preliminari di Eurostat per aprile 2026 indicano un'inflazione annua nella zona euro al 3,0%, in accelerazione rispetto al 2,6% di marzo. L'aumento è da imputare soprattutto al comparto energetico, i cui prezzi sono saliti del 10,9% in un solo mese.