Dal 15 marzo si cominciano a spegnere i riscaldamenti. In Veneto il 15 aprile

Con l’arrivo della primavera, una delle domande più frequenti riguarda la data prevista per lo spegnimento degli impianti di riscaldamento. Nel nostro Paese l'accensione e lo spegnimento dei sistemi di riscaldamento è regolato da una legge che tiene in considerazioni le diverse condizioni climatiche presenti in Italia. Per quanto riguarda il Veneto, la maggior parte dei suoi comuni appartiene alla zona climatica E, mentre alcune aree montane rientrano nella zona F

La primavera è alle porte e con essa arriva il momento di chiudere il riscaldamento. Le regole sono In Italia sono dettate dal DPR 412/1993 e dalle successive modifiche, che hanno introdotto un sistema di suddivisione del territorio in sei zone climatiche. L’Italia è stata divisa in 6 zone, in ciascuna ci sono date di accensione e spegnimento dell’impianto di riscaldamento e sono regolate anche le ore giornaliere massime consentite.

Le zone climatiche in Italia

a) Zona A spegnimento il 15 marzo 2026;

b) Zona Bspegnimento il 31 marzo 2026;

c) Zona Cspegnimento il 31 marzo 2026;

d) Zona Dspegnimento il 15 aprile 2026;

e) Zona Espegnimento il 15 aprile 2026;

f) Zona Fnessun limite di spegnimento.

Nella nostra regione le provincie di Venezia, Rovigo, Padova e Treviso sono in zona climatica E, la provincia di Belluno in zona climatica F, mentre le provincie di Verona di Vicenza sono prevalentemente in zona climatica E ma con qualche eccezione in F e Brenzone sul Garda in D.

Tuttavia, è importante ricordare che questa data rappresenta un riferimento generale. La normativa consente infatti ai sindaci di modificare temporaneamente il calendario del riscaldamento attraverso ordinanze locali.

Le amministrazioni comunali possono decidere di:

  • anticipare lo spegnimento, se le temperature primaverili risultano particolarmente elevate;

  • posticiparlo, se persistono condizioni di freddo anomalo.

In caso di proroga, la legge prevede generalmente una riduzione delle ore giornaliere di funzionamento degli impianti.

I valori di temperatura dell’aria sono per le case 20 gradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili da 18 gradi. I gradi di tolleranza sono più o meno 2 gradi.

Le riduzioni hanno delle esenzioni; in particolare non si applicano agli edifici adibiti a luoghi di cura, scuole materne e asili nido, piscine, saune e assimilabili e agli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria, oltre che agli edifici che sono dotati di impianti alimentati prevalentemente a energie rinnovabili.

Nel 2022 Enea aveva pubblicato un vademecum con le indicazioni essenziali per impostare correttamente la temperatura di riscaldamento, il documento può essere ancora utile e si può scaricare a questo indirizzo qui.